“Marchi storici italiani straordinaria ricchezza, sostenerli”

“Esiste in Italia una straordinaria ricchezza che è la capacità imprenditoriale, ma anche la cultura e il radicamento sul territorio. Lo Stato ha cominciato a riconoscere questa ricchezza due anni fa con l’istituzione del Registro dei marchi storici, che sono espressione di una parte importante della cultura imprenditoriale italiana, ma anche della cultura contemporanea, in cui si mischia un radicamento storico nel territorio con la capacità di progettare ed essere competitivi, capaci di resistere alle condizioni dei mercati. L’associazione Marchi storici d’Italia nasce per avere una capacità di influenza in questo percorso di riconoscimento e dunque per dare ulteriore impulso a una azione legislativa e normativa”. Lo ha detto Luca Bergamo, direttore dell’associazione Marchi storici d’Italia, intervistato dall’agenzia Dire a margine dell’evento ‘Nella storia dei Marchi Storici Italiani il prestigio e il futuro del Paese’, che si è tenuto questa mattina a Palazzo Massimo alle Terme, a Roma.

“C’è poi una dimensione di carattere culturale- ha aggiunto Bergamo- perché questi marchi e i loro prodotti sono l’espressione della storia industriale del Paese dal dopoguerra a oggi, alcuni anche molto prima. Questa dimensione è fondamentale che sia raccontata, soprattutto all’estero, anche per contrastare fenomeni che ormai sono abbastanza visibili e che vanno sotto la parola ‘italian sounding’, che ormai riguarda anche una narrazione dello pseudo prodotto che ovviamente mette in difficoltà i nostri processi produttivi basati sulla qualità”.

Per quanto riguarda le istanze che l’associazione porterà sui tavoli istituzionali, Bergamo ha spiegato che “naturalmente sono discussioni in corso. C’è una materia fiscale aperta e io penso che ci sia anche un bisogno vero di condizioni e aiuti per la tutela legale dei marchi storici, soprattutto della parte delle piccole e medie imprese che cercano di internazionalizzarsi. Quindi, strumenti ulteriori e sostegno all’internazionalizzazione di queste esperienze. E c’è anche una parte di formazione e informazione che oggi abbiamo iniziato a mettere in piedi grazie a un accordo tra l’associazione e l’Ice”.

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